PULCELLA LUCCHESI

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FONTI STORICHE

Frà Salvatore da Naro «L’Aurea Fenice che fu l’antichissima, la fulgentissima Città di Naro olim Agragante Ionica chiamata». Manoscritto Biblioteca «Feliciana» ai segni SB- 13.

Frà Saverio Cappuccino «Annali». Manoscritto Biblioteca «Feliciana» ai segni SB-1l.

Necrologio dei Frati Minori Cappuccini della Provincia di Palermo.

Suor Serafina Pulcella Lucchesi

Manoscritto/Biblioteca Feliciana. SB- 13 (inedito)

Fu monaca e ministra cappuccina Suor Serafina Pulcella(1) alli 1630 e prima di ragguagliare la sua santissima vita che fu di vera serafina e vera figlia del Serafico di Assisi, nostro serafico Santo Padre, si deve insinuare la sua illustrissima prosapia che fu eminentissima mentre derivò per linea retta da quel famosissimo Augusto Pulzello, nobilissimo Cavaliere e Capitano Normanno, che venne con il Gran Conte Ruggiero alla conquista di Sicilia e fondò la sua nobilissima famiglia in questa fulgentissima Città di Naro. L’ultima fu Suor Serafina. La prima, che fu santa, di detta famiglia, fu Giovanna Pulzella nella Francia, da dove deriva, si come ne scrive il Bonfiglio nella parte l°, libro IV, foglio 170 e 171, benché questa Giovanna si chiamò d’Arco prima e poi Pulcella d’Orleans, si come ne scrive il Foresti nella vita di Carlo VII, il vittorioso Re 51° di Francia nel foglio 229. Essendo Orleans strettamente assediata dagli Inglesi a questa vergine impose Iddio per mezzo di un Angelo che come un’Amazzone andasse con un esercito a liberare Orleans dall’assedio, che era ridotto all’estremo e che conducesse il Re Carlo VII a Reims ed ivi farlo

Famiglia Miccihè

 

Stemma della Famiglia Lucchesi Ramo Naritano

coronare e consacrare. Tutto eseguì la serva di Dio ed eroina del Cielo; che poi, avveratosi il tutto, fu dagli Inglesi martirizzata e ciò fu alli 1430, si come si legge in detto Autore, foglio 300. Fu stimata detta santa vergine da tutta la Francia (già conquistata dal Re Inglese, già incoronato a Parigi) l’Ebora e la Giuditta degli Ebrei E se la vergine Giovanna combattè contro gli eserciti terreni e li vinse e debellò, la nostra Serafìna vinse e debellò il mondo, la carne e tutto l’inferno che di già si armò contro la nostra eroina ed amazzone Serafina, si come si legge nella sua vita ammirabile scritta con autorità ordinaria ed apostolica dal Padre Giuseppe Bianco e Negro nostro sacerdote narese, che assieme col Padre Don Antonino Rossi(2) della Compagnia di Gesù, suo padre spirituale che ne sapevano in compendio la vita segreta della estasi, delle visioni di Nostro Signore Gesù Cristo, della sua Beatissima Madre(3), del Padre S. Francesco, di S. Calogero, di S. Teresa e di Santa Caterina da Siena, alle quali si assomigliò e le servivano per specchio. I processi che pigliarono di detta Venerabile serva di Dio, furono i notorii miracoli che fece detta Suor Serafina in vita ed in morte, così pubblici ed evidenti si come continuamente seguita a fare a tutti quelli che ricorrono al suo Venerabile Sepolcro, che comunemente è chiamata la Beata Serafma. Quando morì si pose in bisbiglio tutta la Città, Terre e Casali, si pose in lite e pretensione il sacro Cadavere; lo voleva il Senato sepolto in S. Francesco per essere nel centro della Città; il Clero con il popolo nella Madrice Chiesa, ma il Vescovo determinò che come Minore Cappuccina si ponesse ((in loco deposito» in detti Cappuccini e si consegnò con atto pubblico in una cassa di cipresso, si come oppose per l’Atti di Notar Lorenzo Formica e si come si legge nella sua vita(4).

(1) Suor Serafina Pulcella Lucchesj nacque a Naro il 15 Settembre dell’anno 1590 da Don Cristoforo Pulcella Lucchesi, Barone della Damisa e da Donna Francesca Miccichè Brancato, ambedue consorti nobilissimi, l’uno oriundo dalla Città di Licata e dalla stirpe del Conte Berengario derivato dalla Francia, l’altra oriunda dalla Città di Nicosia. Lo stesso giorno della nascita Suor Serafina venne battezaata dal Rcv. Canonico Don Mario Rosso, naritano. I padrini furono don Marcantonio Dainotto ed Emilia Fede, denominata Angiola. (Dagli «Annali» di Frà Saverio Cappuccino. Manoscritto SB- l1).

(2) Secondo Frà Saverio Cappuccino il confessore di Suor Serafina Pulcella Lucchesi fu il Venerabile Padre Anastasio Rosso dei Conti di S. Secondo, fecondissimo oratore.

(3) Dal «Necrologio che trovasi nel Convento dei Cappuccini in Palermo apprendiamo che Suor Serafina Pulcella Lucchesi aveva predetto a Frà Bernardino da Naro, diacono morto nel 1670, che sarebbe morto prima di ascendere al sacerdozio e nel giorno dell’Immacolata ne vide entrare l’anima in Paradiso.

(4) Trascrivo fedelmente due atti notarili che attestano la traslazione delle spoglie di Suor Serafina Pulcella Lucchesi dalla Chiesa dei Cappuccini in quella di S. Calogero nella cui cripta furono deposte.

«Nato 2-12-1939. lo, Arciprete Paolo Comparato. Parroco di S. Nicolò, Vicario Foraneo per delega di S.E. Monsignor Giovan Battista Peruzzo, Vescovo di Agrigento, in data 29-11-1939, assistito dal notaio Sac. Diego Li Calzi e dai testimoni 1) Cav. Paolo Smecca Colli fu Francesco di anni 45, possidente, 2) Destro Ettore fu Vincenzo, di anni 55 possidente, 3) Principato Giuseppe fu Mario di anni 65 custode del cimitero, 4) Viccica Calogero fu Calogero di anni 47, muratore. Ho fatto la ricognizione canonica dei resti mortali della Venerabile Suor Serafina Maria Pulzella Lucchesi, nella Chiesa dei Cappuccini Ho osservato alla presenza dei testimoni suddetti e del notaio che vicino a] posto dell’altare maggiore e precisamente in «Cornu Evangelus» si trova una piccola lapide di pietra d’alsina con la seguente iscrizione «Hic iacet Suor Serafina Pulcella....» seguono due righi illeggibili. Rimossa la lapide si è trovata una cassetta di legno di forma ottagonale, lunga cm. 60, alta cm. 35 senza nessun sigillo, contenente N. 167 ossa di corpo umano abbastanza corrotte. Siccome la cassetta era troppo logora, le ossa furono messe in un’altra cassetta di legno di abete nell’interno e di acume nell’esterno, lunga cm. 60, larga cm. 30 e alta cm. 20 che è stata chiusa con quattro viti e su ciascuna è stato posto il sigillo a ceralacca con lo stemma Vescovile. L’intera cassa, poi, è Stata legata con spago grosso e nei due nodi è stato opposto il medesimo sigillo. Letto il presente verbale alla presenza dei testimoni, che lo hanno trovato rispondente a verità, ci siamo sottoscritti.Il secondo atto dice < Io Arciprete Paolo Comparato ho fatto portare la cassetta, contenente 167 ossa di Suor Serafina Pulcclla Lucchesi dalla Chiesa dei Cappuccini nella Chiesa di S. Calogero. Provvisoriamente è stata collocata nella sagrestia di detta Chiesa e precisamente nell’armadio a destra di chi entra, che è stato chiuso a chiave e nella serratura ho posto due sigilli di ceralacca con lo stemma Vescovile. Letto e confermato ecc...,.>Suor Serafna estenuata dalle veglie, indebolitta dai digiuni, consumata dai patimenti dormì nel Signore nel 1673 nell’ora che aveva predetta.