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La storia
della Casena dei Trabia alle Terre Rosse inizia nel
1740,quando il convento di S. Francesco di Paola concesse al
rev. Canonico Don Pietro Nunzio Serio tumoli 10,1,2 di terre
in contrada delle Croci e Terre rosse. Il canonico vendette
la proprietà nel 1756 a Don Paolo Spinelli, che costruì una
casa grande abbellendola con varie piante decorative.Morto
lo Spinelli, la proprietà nel 1770 passò alla famiglia
Gaetani principi del Cassero che, tramite diverse
acquisizioni, ingrandì la proprietà. Estintasi la
discendenza della famiglia Gaetani, con la morte di donna
Maria Cristina Gaetani Lucchesi, nel 1807, la proprietà
fu ereditata dal fratello, Don Ignazio Lucchesi Palli dei
principi di Campofranco,figlio di Matteo Lucchesi
Palli e Joppolo Duca dal 18/8/1726 signore di
Castelnormanno ,valle dell'Olmo,cifaliana, Mandranuova,
Conte di Calatarotata nel 1761 ,supremo magistrato del
commercio,Governatore del Monte di Pietà negli anni
1769-1773,che iniziò la costruzione della casena.Nel
1814 il principe di Trabia e Duca di Camastra Don Giuseppe
Lanza Branciforti subentra nel possesso del fondo in
contrada Terre Rosse costituito da : Casina grande,
giardino, terre scapole, vigne, alberi ed ogni altro
esistente nel fondo in contrada Terre Rosse. L’attuale
costruzione, tuttavia, pur presentando delle caratteristiche
pienamente settecentesche, è legata al radicale intervento
dell’Architetto Patricola che alla fine del secolo scorso
ristabilì, e talora creò, quell’impostazione rococò che
probabilmente la villa non aveva mai avuto.Nel
1884 la villa fu ingrandita, e riadattata dall'architetto
Patricola che eliminò lo scalone e completò la decorazione
con nuovi stucchi sui prospetti. Altri interventi
ottocenteschi sono ravvisabili nei piloni e nel cancello
d'ingresso.
Per la morte senza
figli di Donna Girolama e del Duca della Fabbrica, il 2
ottobre del 1761, s'investì della baronia e Terra di
Valledolmo, di Cifiliana e Mezzamandranova, il nipote per
parte materna don Matteo Lucchesi
Joppolo , il quale, con atto del 21 maggio 1774,
cedette volontariamente al proprio figlio
Ignazio Lucchesi Palli non
solo la contea diVillarosata, ma anche, vassallaggio di
Castel Normanno. Si precisa che
Ignazio Lucchesi Palli conte
di Villarosata,nel 1760 faceva parte dell’ accademia
di letteratura frequentata dei “compagni della galante
conversazione” voluta e fondata dal
sesto principe di
campofranco Antonio Lucchesi Pallio . Accademia frequentata
da uomini di cultura come l’abate Giovanni Meli Giovanni
Gerbino, Ignazio Paternò Castello principe di Biscari, il
nostro Andrea Gallo e molti altri. presenti negli elenchi
massonici della seconda metà del Settecento siciliano.
Marchese di Camporotondo estinto con
don Ignazio Lucchesi Palli, m. dopo 1848.
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